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NEWS > "ESPERIENZA AL CARCERE DI BOLLATE"

Marzo 2019

Mercoledì 13 marzo si è conclusa un’esperienza particolare che gli alunni della 5B del Liceo delle Scienze Umane hanno vissuto dall’inizio di questo anno scolastico. Ogni settimana si sono recati a Bollate, accompagnati dalla loro insegnante, prof.ssa Valeria Invernizzi,  per vivere alcuni pomeriggi in compagnia di cavalli e detenuti.
           
Il progetto della nostra scuola si inserisce nell’ambito del più grande progetto “Cavalli in carcere” promosso dalla ASOM asd (Associazione Salto Oltre il Muro), presente presso la II Casa di reclusione Bollate Milano dal 2007, fondata da Claudio Villa, già ospite della nostra scuola nel dicembre 2015.

Tale associazione organizza all’interno del carcere corsi di formazione per i detenuti nella scuderia, in cui sono accolti cavalli sequestrati, abusati e destinati al macello o arrivati a fine carriera, che potranno essere riaddestrati e reinseriti nel circuito equestre.









Il progetto “Cavalli in carcere” è volto a promuovere il reinserimento sociale e lavorativo di persone in esecuzione di pena detentiva, garantendo una competenza nella gestione del cavallo e di una scuderia ed il recupero delle capacità empatiche e della responsabilizzazione, che molto spesso la pena reprime. Il progetto è destinato alla popolazione carceraria maschile e corrisponde al dettato costituzionale della funzione rieducativa della pena, in grado di promuovere il reinserimento nella vita sociale da cittadini attivi e nella legalità.




Gli alunni a partire dall’osservazione delle dinamiche di branco, hanno avuto l’opportunità di riflettere sui comportamenti sociali e sul modo di comunicare: lavorare con un animale di mole così imponente obbliga infatti ad un comportamento che necessariamente deve abbassare difese e aggressività e trovare una via di comunicazione non verbale che porti al rispetto reciproco.

Per i detenuti (e per chiunque) vi è la possibilità di rielaborare comportamenti pregressi.

Creare una relazione positiva con il cavallo, che sia gratificante per entrambe le parti, offre infatti l’opportunità per:

• prendere coscienza dei propri sentimenti e delle proprie azioni
• prendere coscienza del proprio modo di comunicare
• acquisire determinazione, pazienza, creatività, assertività
• verificare in tempo reale le conseguenze dei propri comportamenti
• prendere coscienza delle proprie paure e insicurezze e riuscire a superarle
• migliorare la stima e il rispetto verso se stessi e verso gli altri.

Gli studenti hanno potuto incontrare i detenuti, ai quali l’associazione Asom vuole offrire una seconda opportunità nella vita, “guardandoli” come uomini, non etichettandoli dall’errore commesso, e mettendosi in gioco insieme a loro nelle diverse attività di scuderia.

 






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